Sorrisolante (o anche: storiella minima)

C’era una volta in un paesino piccolo piccolo

un bimbo grassoccio e paffuto come una ciambella venuta proprio bene.

Tutti i suoi compagni lo prendevano in giro per questa sua perfetta rotondità, e a lui davano la colpa di ogni loro marachella.

Lui, con dolcezza, si difendeva dalle false accuse, e forte della sua innocenza, andava tranquillo dritto per la sua strada senza preoccuparsi delle frecciatine piene di cattiveria.

Sorrideva a tutti, rispondendo che sì, lui era tondo tondo e per questo portava una maglietta di un colore diverso ogni giorno della settimana, perché la glassa sulla sua ciambella “hi hi hi,” aggiungeva anche, si abbinava perfettamente al suo umore che, a differenza del loro, era sempre gaio e contento.

Contento del sole

contento del vento

contento del bello

e contento del brutto

mentre loro, stavano sempre ad accapigliarsi per ogni quisquilia,  e siccome non erano mai soddisfatti di niente ne combinavano, loro sì, una più grossa ogni giorno!

Certo, nel dire tutte queste cose, non è che il bimbo grassoccio e paffuto si rendesse più simpatico ai loro occhi, anzi, le sue parole, a differenza del suo aspetto tondo tondo, erano così spigolose che essi, sentendosi punti nel vivo, ricorsero ai mezzi pesanti rivolgendosi ai protettori di tutti i bambini magri  e spillosi:  i genitori dei bambini magri e spillosi.

Questi – convinti della bontà dei loro piccoli pupilli spilli – non potevano certo credere che le parole garrule del bimbo grassoccio e paffuto potessero essere solo una risposta alle feroci prese in giro ricevute e alle accuse gratuite subite.

Era inutile che lui dicesse che no, non poteva essere stato lui a rubare le mele, perché era lunedì, e il lunedì portava la maglietta verde mentre il ladruncolo la portava rossa; non poteva essere stato lui a rompere il vetro, perché era stato rotto di venerdì e il venerdì era il giorno dell’azzurro mentre il teppistello ce l’aveva verde, e così via ogni giorno, loro ne combinavano di tutti i colori e lui aveva solo una maglietta di un colore diverso per scusa…

Perciò tutti i genitori, di gran carriera, corsero a denunciare i danni che il bimbo grassoccio e paffuto giurava di non aver fatto, mentre i bimbi magri e spillosi, sicuri della loro protezione, ancor più insistentemente prendevano ad angariarlo.

Tanto fecero e tanto dissero, che pian piano, nonostante il suo inossidabile buon umore, il bambino grassoccio e paffuto perse prima il paffuto, e poi anche il grassoccio, ma rifiutandosi di diventare anche lui un bambino magro e spilloso, pregò il cielo e anche le nuvole che lo aiutassero a dimostrare a tutti che lui no, lui certe cose non le faceva!

Il cielo e le nuvole lo sentirono, o forse fu solo il solito uccellino che non si fa mai i fatti suoi che lo chiamò, ma accadde che proprio mentre i bambini magri e spillosi ne combinavano una delle loro, passasse di lì il sorrisolante che, finalmente, li colse in flagrante!


La morale signori miei è presto fatta

ciò che non crede il cuore va fatto credere agli occhi

poi va ripristinato l’ordine e sistemato il conto…

Dedicato a tutti i genitori di piccole pesti