Ars memoriae

La mia isola è composta di dieci parti.

Ogni parte è divisa in tre stanze.

Ogni stanza è  un luogo magico e mirabile.

Dal lato esterno della prima stanza a sinistra al lato interno della prima stanza a sinistra conto cento passi.

Dal lato superiore della prima stanza a sinistra al lato inferiore della prima stanza a sinistra conto venti passi.

La prima stanza a sinistra è  la stanza numero 1 della  Parte 1 delle dieci parti.

Da lato esterno della prima stanza a destra al lato interno della prima stanza a destra conto cento passi.

Dal lato superiore della prima stanza a destra al lato inferiore della prima stanza a destra conto venti passi.

La prima stanza a destra è  la stanza numero 3 della Parte 1 delle dieci parti.

Dal lato sinistro della prima stanza di mezzo al lato destro della prima stanza di mezzo conto cento passi.

Dal lato superiore della prima stanza di mezzo al lato inferiore della prima stanza di mezzo conto venti passi.

La prima stanza di mezzo è  la stanza numero 2 della Parte 1 delle dieci parti.

Le parti  si susseguono da sinistra a destra per tre di cento in cento e scendono per nove volte di venti in venti secondo questa numerazione: 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 9 – 10 – 11 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 21 -22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30.

Dal lato sinistro della stanza numero 7 al lato destro della stanza numero 10 conto trecento passi.

Dal lato inferiore delle stanze 4 5 e 6 al lato superiore delle stanze 15 16 e 17 conto quaranta passi.

Le stanze 8 12 e 20 misurano anch’esse in lunghezza 100 passi in altezza 20 passi ma non occupano spazio.

Le stanze 8 12 e 20 formano la decima parte di cui io sola conosco il luogo preciso.

La stanza numero 20 è  il tempio che tutto contiene in potenza.

La stanza numero 12 ha una porta per ogni unitá, ogni porta ha un sigillo: non la trova chi non abbia la chiave per ognuna di esse,  solo raccogliendo tutte le dodici chiavi si possono rompere tutti i sigilli.

La stanza numero 8 è  quella che ogni cosa disvela.

La stanza numero 8 e la stanza numero 12 sono la sede di ogni sapienza, ma si va per una solo passando per l’altra.

Tra le stanze numero 8 e 12 e la stanza numero 20 vi è  un salto di venti passi più venti passi e venti passi più  quaranta passi.

Tutto ciò,  rappresentabile graficamente,  forma uno schema infallibile per riporre ogni memoria in qualunque tempo e una chiave sicura per ritornare certamente a trovarla con passo sicuro.

Dato un nome ad ogni stanza, datogli pure un colore,  fissata la mappa e il percorso,  nulla di ciò  che vi si conserva può  andar perduto né  mischiarsi a caso.

Non la memoria è  limitata,  ma solo la nostra capacità  di tenerla in ordine.

La mia stanza numero 1 si chiama alef è agitata come il mare in tempesta, azzurra come il cielo appena dopo il tramonto e ha il sapore dei mirtilli maturi.

Il proponimento:

Imparare.

Il metodo:

Esercitarsi con costanza e impegno.

Il risultato:

Riuscire a ricordare a memoria anche un numero di trenta cifre in avanti all’indietro e pure a salti se vi va.

Provare per credere.

Come fare?

Inventatevi un’ isola che per voi abbia un senso (la vostra casa, il vostro paese,  il vostro corpo ecc.), costruitevi sopra una mappa di stanze (o forme,  o figure,  o simboli), imparatela a memoria,  costruite il vostro itinerario battezzando le stanze in un ordine preciso,  ficcate in ogni stanza ció  che volete ricordare rappresentandolo con oggetti o associazioni mentali per voi significanti,  e state certi che vi basterà fare una passeggiata tra le vostre stanze per ritrovare tutto quello che avete custodito al loro interno.

Naturalmente i ringraziamenti sono d’obbligo…

Oggi vanno all’impareggiabile Giordano Bruno ed al suo

De umbris idearum