Articoli di Dicembre 2016 ↓

Che bene che ci sei.

In questo giorno di S. (.) S. (che magia le parole, che insidie e che trappole nelle parole, che sbagli nell’intender le parole…)

In questo giorno in cui tutto pare debba esser perfetto – tranne 3 piccole assenze care al mio cuore – in questo giorno

Che cosa di meglio di quest’inno al mio bene:

“È un destino del mio essere

ed allora la felicità del mio destino

è piú forte di me,  delle mie ossa,

che le stride in un abbraccio

sempre doloroso,  meraviglioso sempre.

Chiacchieriamo,  parliamo, diciamo parole,

lunghe,  lucenti, come degli scalpelli che separano

il fiume freddo nel delta fervente,

il giorno dalla notte,

il basalto dal basalto.

Portami, felicità in su,  e sbattimi

la tempia dalle stelle,  fin quando

il mio mondo allungato e infinito

diventa colonna o un’altra cosa

molto piú alto e molto piú presto.

Che bene che ci sei,  che meraviglia che ci sono!

Due canzoni diverse, colpendosi,  mescolandosi,

due colori che non si sono mai visti,

uno molto in basso,  voltato verso la terra,

uno molto in sù,  quasi rotto,

nella tremante,  insolita lotta

della meraviglia che ci sei,  del

destino che ci sono.” – Nichita Stanescu

 

Che meraviglia ció che puó fare un cambio di vocale.

Tanto tempo fa,  libri su libri nella pozza sottile del premio StrEga…

oggi una fossa delle Marianne nelle parole argentee del premio StrUga!

Quanto importanti sono, i piccoli particolari!

 

Grazie V. – Vi vorrei qui con noi.

Chiedimi cosa…

Come arrivano le cose?

Arrivano chiamate dagli angeli, in questa spiaggia, quando meno te le aspetti.

Quando sei pronto a chiedere qualcosa, ecco che quel qualcosa giunge senza che tu abbia il tempo di formulare la domanda.

Le cose,

si nascondono dietro segni innocenti,

una scarpa slacciata,

un bottone che cade,

un errore di ortografia non voluto,

un dolore ingenuo, appena un senso di dispiacere per quel pensiero altrui che sminuisce il tuo vero valore,

ma qual è questo valore in fondo?

Che importa l’opinione altrui o l’altrui riso?

Non capirebbero comunque.

Non capirebbero che tu, di là dal tempo, tutto hai operato perché ci fosse anche

l’errore, e tornata che fossi sui tuoi stessi passi, potessi vedere quanto è inutile affliggersi per nulla.

Quanto mi manco a volte.

 

Così mi affanno per ritrovare intatti i ricordi più belli nel susseguirsi incessante delle stagioni

il colore dei sogni,

la luce dentro agli occhi quando rido,

un particolare profumo,

la scia di una nave o l’urlo dei gabbiani in una canzone degli a-ha.

 

Vorrei che queste parole scorressero come un fiume placido sopra le cose,

che mi bagnassero i piedi,

mi accorgerei di quanto sono fresche e vere!

 

Oppure vorrei che fossero mute

immobili in una pozza cristallina

a riflettere la bellezza del cielo nel giorno perfetto:

nuvolo e incazzato.

 

C’è perfezione nelle cose quando vanno storte,

c’è perfezione nell’errore,

c’è perfezione nel perdono,

c’è perfezione in ogni singolo battito asincrono del mio cuore.

 

Basterebbe così poco…

solo che ognuno sapesse che non amo rimandare a giorni insignificanti quello che potrebbe e dovrebbe succedere solo in una data certa.

 

È tutto qui il segreto.

Tutta qui la profonda magia delle cose che devono compiersi.

 

Buon non compleanno Alice!

Che dire, anima mia, in questo giorno?

Niente che il mio cuore non conosca nel profondo.

Per quelli che mi guardano e sussurrano, qual è il tuo consiglio?

“Non ti curar di loro ma guarda e passa”.

 

Ma vedi, non sono soli, altri ancora sento tutt’intorno.

Per quelli, lo sai, una parola basta.

Sia solo quella allora.

Grazie!

B&G

 

 

A volte ritorno!

Presto invecchierò.

Con letizia e giubilo si spera…

Cosa desiderare quindi per questa meta significante?

Io direi qualcosa di semplice: tempo.

Che venga bello o brutto poco importa, sarà comunque interessante viverlo.

E perché no, condividerne un po’ con gli altri.

Per questo ho deciso di farmi un regalo: tornerò su facebook, venitemi a cercare!

Ed eccediamo pure in punti esclamativi!!!

See you soon…

 

 

 

P. S.  Se si potesse rinascere,  vorrei essere mosca per curiosare tra i pettegolezzi altrui….

ma conoscendo l’animo unano, con la lingua al vento troppo esposta, tra chi pasce calunnia,  virus a strascico trascinerei,  perciò….

lasciami andare (lascia) scetti…  che meglio è.

 

A lei la mossa sor grillo….

Ah, sì, che sbadato…

Grilletto avanza… in marcia!

P.P.S. Al fin della tenzone,

Vi l’ovo.

 

E ora andate via

voglio restare solo…

Che forse c’e da giocar di pennacchio.

Iiiiiii…  che fatica bambni la vita!

Ciao…  a presto.