Articoli di Luglio 2017 ↓

The butterfly effect

E da tanto tempo che non venite a trovarmi nella mia isoletta.

Non me ne sono preoccupata, sapevo che ci sareste tornati.

Vi capisco, lo so, e’ diventato difficile trovarmi, e’ stata cancellata dalle mappe, ma io confido che chi di voi ha interesse,  sapra’  sempre arrivare fin qui.

Anche i mezzi che posso usare per trasmettere i miei messaggi da questa landa si fanno piu’ scarsi, mi e’ stato tolto quasi tutto, persino gli accenti, le lettere pero’, ancora nessuno me le ha rubate.

Ho sentito che dalle vostre parti fa molto caldo, qui invece piove. E strano, sembra il principio dell’inverno ma non lo e’.

Ho deciso di approfittare della pioggia per mettere un po’ d’ordine nel mio schedario personale.

Qualche anno fa c’e’ stata una grande bufera, ha squarciato in parte il tetto e ha fatto cadere una grossa trave sullo schedario mandandolo in frantumi, le cartelle erano sparse ovunque, i fogli contenuti nelle cartelle sono volati via, in giro per tutta l’isola. Ci ho messo mesi a raccoglierli tutti, ma non li avevo mai riordinati.

Li ho messi in ordine cronologico, quello che la memoria mi ha consentito di ricostruire perche’, lo so e’ un difetto, quasi mai scrivo le date, ma con quel che sappiamo oggi di tempo e spazio, non sarebbe una precisazione del tutto inutile, ridondante e oziosa?

E comunque in alcune delle pagine piu’  importanti la data c’era, in altre c’era persino il luogo e l’ora, come se mi fossi voluta assicurare di avere le giuste coordinate per un salto nel tempo.

Non credete a queste cose, o ci credete?

Forse viaggiamo tutti i giorni nel tempo, senza accorgerci. Andiamo a dormire, smettiamo di osservare il mondo e di vederlo secondo il modello che consideriamo reale, sogniamo anche se non sempre ce ne ricordiamo, e la mattina dopo ci svegliamo convinti di essere nello stesso posto, nello stesso tempo e invece, magari, abbiamo fatto un salto di orbitale, come fossimo elettroni, in un altro modello che ci sembra altrettanto reale, altrettanto vero.

Siamo la farfalla  che sogna di essere Zhuang Zhou, o Zhuang Zhou che sogna d’essere una farfalla?

E dove andiamo quando ci addormentiamo per sempre?

Una notte non riuscivo a dormire, mi sono alzata dal letto e sono andata in terrazza, c’era la luna piena.

Il mormorio del mare era placido quasi un sussurro, ho deciso di andare in spiaggia, ma arrivata al limitare degli alberi mi sono fermata.

Due uomini stavano seduti di fronte al mare vicino ad una barca, sembravano aspettare qualcosa mentre alla luce della luna riparavano le reti, la luna brillava di tutto il suo splendore ma la luce mi sembrava insufficiente per compiere quel lavoro, come facevano?

Uno dei due uomini si volto’ verso di me come se avesse sentito la mia domanda e senza che parlasse io senti la sua risposta.

Ci sono cose che si puo’ imparare a fare senza guardare, cose che si vedono solo con lo spirito anche nel buio piu’ fitto perche’ sono dentro di noi, sempre.

Sapevo che potevo fidarmi ciecamente di quella voce, la conoscevo bene.

Mi svegliai felice, era mattina, non mi ero mai allontanata dal mio letto, ma quella voce era ancora dentro il mio cuore.

 

Anniversari di persone care e Chuang Tzu – Qualunque edizione