Casa

Naturalmente anche oggi nella mia isoletta il sole splendeva in tutta magnificenza.

Ve l’ho mai descritta? La mia isoletta intendo.

Oh, è una ben piccola isoletta, direi quasi uno scoglio… ma un po’ di più. Chissà magari andando in giro tra le immagini della rete potreste persino trovare una foto…

Ma no creduloni, che pensate! Non potreste mai trovarla, la potreste vedere solo se fossi io a portarvici.

Arrivando dal mare (e da dove se no, visto che è un’isola), allora… arrivando sì dal mare ma da ponente, superata la barriera corallina l’acqua si fa di un tenero celeste trasparentissimo, questo perché la sabbia sul fondo è bianca e fina, arrivando da ponente dicevo, vedo la spiaggia, ha la forma di un cucciolo addormentato e la scogliera a levante fa da testa, la potreste vedere poggiata mollemente sulle zampette anteriori, potreste scorgervi persino le orecchiette vigili, e dall’altra parte, quando il vento batte più forte, vedere la coda che si agita nelle fronde degli alberi.

Adoro sbarcare da questo lato dell’isola quando il mare è calmo. Attraverso il fondo della mia barca multicolore, a cui un amico ha dato forma soffiando il vetro più puro, vedo ogni genere di pesciolino e conchiglia e spugna e stella.

Sono meravigliosi, tutto è meraviglioso, di giorno come di notte.

Le notti sono incantate qui, il cielo è nero come la pece e le stelle brillano rischiarando la scogliera più alta, là dove c’è la mia casa.

Forse ve l’avevo già detto, non lo ricordo, ma la mia casa è proprio lassù, nel punto più alto dell’isola. Ho un tavolo di fronte alla terrazza, lì prendo il mio caffè nero bollente al mattino, mentre guardo l’alba che tinge di luce rosata l’orizzonte, se il tempo è quello giusto magari vado a pesca, se non è buono, mi lascio abbracciare dal mio vecchio cardigan di cotone e decido se scrivere o stare solo ferma a guardare il mare e a pensare.

La mia terrazza si sporge oltre lo scoglio, proprio sul mare. Lì sotto è profondo una trentina di metri e ha sempre un colore un po’ inquietante che vira dal verde bottiglia al blu notte, ma davvero, non mi fa mai paura.

Ogni tanto, quando ho voglia di fare una nuotata e mi sento temeraria, mi tuffo direttamente da lì, niente di avventato sono brava, vivendo qui e imparando da ciò che mi circonda, sono diventata un po’ uccello e un po’ pesce anch’io. Perciò, se ho deciso di andare a fare un giretto in acqua alla svelta, devo solo ricordare quando prendo il Gran Respiro prima di andare giù, che nella prima parte non devo far altro che scendere in picchiata come un falco, nella seconda fendere l’acqua come un cormorano e nella terza tornar su come un delfino, niente di più semplice, il sole mi accoglie di nuovo in superficie sempre con un gran sorriso.

Che dite?

No, non mi sento mai sola!

Ho me stessa, e sono di gran lunga oltre che la miglior compagnia, l’essere che più amo al mondo.

Mi son fatta male in passato, questo è vero, ma direi che essere venuta a vivere qua è stata la cosa migliore che potessi fare.

A quest’ora la luce si assopisce, allora metto un camicione lungo quasi fino ai piedi, quelli li lascio scalzi, prendo il mio inseparabile cardigan e scendo per le scale, fatte di tronchi che ho intagliato, gradino per gradino, con le mie mani, giù fino alla spiaggia del tramonto, che è quella di spalle alla mia casa, e cammino sulla sabbia ancora tiepida, trovo il mio angolino. Ho protetto tutto con un telo impermeabile che tolgo quando arrivo e rimetto quando vado perché il sole di giorno e la salsedine e l’umido la notte non riducano tutto in brandelli troppo in fretta. Che cosa? Ma i miei accessori extra lusso  naturalmente: una comoda sedia sdraio e un plaid a quadri scozzesi morbidissimo e caldo.

Mi siedo, e godo di ogni cresta lucente tra le nuvole bianche, rosate, arancio e rosso, ve lo giuro, anche a vederlo ogni giorno non c’è mai una replica!

Poi torno su. Preparo la mia cena, pesce o carne o verdura o frutta, che importa, ringrazio il cibo per essere tanto buono e me lo mangio, già, semplicemente me lo mangio.

La mia camera da letto è l’unica stanza al piano superiore (la mia casa è tutta di legno, ve l’ho detto? forse no), è circolare, somiglia a un faro da lontano, potrebbe persino esserlo visto che al centro della stanza c’è un’enorme lanterna.

Il mio letto è immenso e sia le lenzuola che le coperte sono sempre e soltanto bianche. E’ immenso perché coi sogni che faccio ho bisogno di tanto spazio, chissà mai cosa potrebbe succedere, meglio cadere sempre sul soffice.

Be’ ecco, per oggi credo sia abbastanza.

Esco un attimo fuori in balcone, che circonda la camera per intero, ci giro intorno annusando l’aria come un bravo cane da caccia, sollevo un dito al cielo che ormai è una lavagna bagnata.

Domani… Libeccio.