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Che bene che ci sei.

In questo giorno di S. (.) S. (che magia le parole, che insidie e che trappole nelle parole, che sbagli nell’intender le parole…)

In questo giorno in cui tutto pare debba esser perfetto – tranne 3 piccole assenze care al mio cuore – in questo giorno

Che cosa di meglio di quest’inno al mio bene:

“È un destino del mio essere

ed allora la felicità del mio destino

è piú forte di me,  delle mie ossa,

che le stride in un abbraccio

sempre doloroso,  meraviglioso sempre.

Chiacchieriamo,  parliamo, diciamo parole,

lunghe,  lucenti, come degli scalpelli che separano

il fiume freddo nel delta fervente,

il giorno dalla notte,

il basalto dal basalto.

Portami, felicità in su,  e sbattimi

la tempia dalle stelle,  fin quando

il mio mondo allungato e infinito

diventa colonna o un’altra cosa

molto piú alto e molto piú presto.

Che bene che ci sei,  che meraviglia che ci sono!

Due canzoni diverse, colpendosi,  mescolandosi,

due colori che non si sono mai visti,

uno molto in basso,  voltato verso la terra,

uno molto in sù,  quasi rotto,

nella tremante,  insolita lotta

della meraviglia che ci sei,  del

destino che ci sono.” – Nichita Stanescu

 

Che meraviglia ció che puó fare un cambio di vocale.

Tanto tempo fa,  libri su libri nella pozza sottile del premio StrEga…

oggi una fossa delle Marianne nelle parole argentee del premio StrUga!

Quanto importanti sono, i piccoli particolari!

 

Grazie V. – Vi vorrei qui con noi.

Votate LIBEROS!

Liberos è la comunità dei lettori sardi.

Quindi è anche la tua, se non sei sardo ti adottiamo.

Liberos ha la possibilità di vincere il concorso CHE FARE, un concorso che intende promuovere attività innovative che possano avere un forte impatto sociale e un ritorno positivo sul territorio.

In palio ci sono ben 100.000 euro che saranno aggiudicati dal vincitore per la realizzazione dei suoi progetti.

Qualcuno ogni tanto passa di qui, posso chiedervi di dare un’occhiata e magari di VOTARE, questo voto ha senso!

Sia che siate sardi o meno, ma soprattutto se sardi siete vi invito a farlo, nella nostra terra possono sembrare pochi, ma anche 100.000 euro, in buone mani, possono fare la differenza.

Facciamo rete, facciamo comunità, siete qui, leggete, allora credo che leggere vi piaccia, perciò non perdete tempo con me ora, correte su LIBEROS, correte su cheFARE e

VOTATE VOTATE VOTATE

http://www.che-fare.com/

http://liberos.it/

 

Crocodylus cedrinensis olienensis

ATTENZIONE SI PARLA DEL COCCODRILLO DEL CEDRINO

Guida Assolutamente Seria ed Attendibile

OPERA PUBBLICATA CON IL CONTRIBUTO DELL’ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, SPETTACOLO E SPORT DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

“DIMENSIONI: 180 – 220 cm.

CARATTERISTICHE: varietà sardo-barbaricina dell’alligatore delle Everglades (Florida U.S.A.), ma più abbronzato di esso. Animale acquatico pacifico e sonnacchioso e NON PERICOLOSO (o quasi); testa triangolare abbastanza larga; muso poco appuntito; grandi occhi giallo argentei con pupilla a fessura; bocca larga; collo non ben distinto dal capo; tronco allungato e coda lunga, che si assottiglia gradatamente dalla base all’apice; parti superiori grige scure cangianti (e candeggianti, quando nel fiume Cedrino, in estate, scorrono solo le fogne ricche di detersivi), con dorso ricco di tubercoli rilevati in tante file.

HABITAT E RIPRODUZIONE: rarissimo, preferisce rive di corsi d’acqua, pozze, torrenti, e affluenti del fiume Cedrino tra Nuoro, Oliena, Orgosolo e Dorgali, dove però è stato avvistato pochissime volte, di cui una, che dimostra quanto sia giocherellone, mentre si divertiva alla giostra alla periferia di Nuoro, nella famosa ballerina di Mughina. Prima abbastanza raro, poi ancora più difficile da avvistare, in quanto nel lago artificiale del Cedrino (visitabile in canoa) ha di che nascondersi. Gli accoppiamenti avvengono soprattutto da gennaio a dicembre; deposizione delle uova sotto gli oleandri, le tamerici delle rive, ed anche nei pollai (casualmente, sono ghiotti di galline). Ma si ignora il loro numero, a menocché non ne produca sei, adatte subito ad essere confezionate. Si ignora quando avvenga la schiusa, ma si suppone sia al momento giusto.

PROTEZIONE: specie quasi sconosciuta di cui non è prevista alcuna protezione, ma la specie è rara e presente solo nei dintorni del fiume Cedrino e nell’omonimo lago, ai confini del parco nazionale del Gennargentu. Sarebbe auspicabile la sua integrale tutela. La diminuzione dipende dalle catture da parte degli antichi pastori, che ne conciavano la pelle per farne tascheddas per se stessi e bussieddas per le mogli. la cattura avveniva in modo particolare, sfruttando l’ingenuità e la grande curiosità dell’animale. Il pastore, una volta avvistata sa colobra manna (sia il maschio che la femmina sono chiamati così), correva velocissimo da un lato all’altro del fiume, il coccodrillo per seguirlo, spostava velocissimo la testa da un lato all’altro, LA QUALE, per la legge del fil di ferro, si staccava dal corpo.”

Pag. 187  in:

Salvatore Colomo – Guida Pratica alla Flora  e alla Fauna della Sardegna – Edizione 1999

P.S. Chi lo dice che le guide sono noiose?