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The butterfly effect

E da tanto tempo che non venite a trovarmi nella mia isoletta.

Non me ne sono preoccupata, sapevo che ci sareste tornati.

Vi capisco, lo so, e’ diventato difficile trovarmi, e’ stata cancellata dalle mappe, ma io confido che chi di voi ha interesse,  sapra’  sempre arrivare fin qui.

Anche i mezzi che posso usare per trasmettere i miei messaggi da questa landa si fanno piu’ scarsi, mi e’ stato tolto quasi tutto, persino gli accenti, le lettere pero’, ancora nessuno me le ha rubate.

Ho sentito che dalle vostre parti fa molto caldo, qui invece piove. E strano, sembra il principio dell’inverno ma non lo e’.

Ho deciso di approfittare della pioggia per mettere un po’ d’ordine nel mio schedario personale.

Qualche anno fa c’e’ stata una grande bufera, ha squarciato in parte il tetto e ha fatto cadere una grossa trave sullo schedario mandandolo in frantumi, le cartelle erano sparse ovunque, i fogli contenuti nelle cartelle sono volati via, in giro per tutta l’isola. Ci ho messo mesi a raccoglierli tutti, ma non li avevo mai riordinati.

Li ho messi in ordine cronologico, quello che la memoria mi ha consentito di ricostruire perche’, lo so e’ un difetto, quasi mai scrivo le date, ma con quel che sappiamo oggi di tempo e spazio, non sarebbe una precisazione del tutto inutile, ridondante e oziosa?

E comunque in alcune delle pagine piu’  importanti la data c’era, in altre c’era persino il luogo e l’ora, come se mi fossi voluta assicurare di avere le giuste coordinate per un salto nel tempo.

Non credete a queste cose, o ci credete?

Forse viaggiamo tutti i giorni nel tempo, senza accorgerci. Andiamo a dormire, smettiamo di osservare il mondo e di vederlo secondo il modello che consideriamo reale, sogniamo anche se non sempre ce ne ricordiamo, e la mattina dopo ci svegliamo convinti di essere nello stesso posto, nello stesso tempo e invece, magari, abbiamo fatto un salto di orbitale, come fossimo elettroni, in un altro modello che ci sembra altrettanto reale, altrettanto vero.

Siamo la farfalla  che sogna di essere Zhuang Zhou, o Zhuang Zhou che sogna d’essere una farfalla?

E dove andiamo quando ci addormentiamo per sempre?

Una notte non riuscivo a dormire, mi sono alzata dal letto e sono andata in terrazza, c’era la luna piena.

Il mormorio del mare era placido quasi un sussurro, ho deciso di andare in spiaggia, ma arrivata al limitare degli alberi mi sono fermata.

Due uomini stavano seduti di fronte al mare vicino ad una barca, sembravano aspettare qualcosa mentre alla luce della luna riparavano le reti, la luna brillava di tutto il suo splendore ma la luce mi sembrava insufficiente per compiere quel lavoro, come facevano?

Uno dei due uomini si volto’ verso di me come se avesse sentito la mia domanda e senza che parlasse io senti la sua risposta.

Ci sono cose che si puo’ imparare a fare senza guardare, cose che si vedono solo con lo spirito anche nel buio piu’ fitto perche’ sono dentro di noi, sempre.

Sapevo che potevo fidarmi ciecamente di quella voce, la conoscevo bene.

Mi svegliai felice, era mattina, non mi ero mai allontanata dal mio letto, ma quella voce era ancora dentro il mio cuore.

 

Anniversari di persone care e Chuang Tzu – Qualunque edizione

 

Chiedimi cosa…

Come arrivano le cose?

Arrivano chiamate dagli angeli, in questa spiaggia, quando meno te le aspetti.

Quando sei pronto a chiedere qualcosa, ecco che quel qualcosa giunge senza che tu abbia il tempo di formulare la domanda.

Le cose,

si nascondono dietro segni innocenti,

una scarpa slacciata,

un bottone che cade,

un errore di ortografia non voluto,

un dolore ingenuo, appena un senso di dispiacere per quel pensiero altrui che sminuisce il tuo vero valore,

ma qual è questo valore in fondo?

Che importa l’opinione altrui o l’altrui riso?

Non capirebbero comunque.

Non capirebbero che tu, di là dal tempo, tutto hai operato perché ci fosse anche

l’errore, e tornata che fossi sui tuoi stessi passi, potessi vedere quanto è inutile affliggersi per nulla.

Quanto mi manco a volte.

 

Così mi affanno per ritrovare intatti i ricordi più belli nel susseguirsi incessante delle stagioni

il colore dei sogni,

la luce dentro agli occhi quando rido,

un particolare profumo,

la scia di una nave o l’urlo dei gabbiani in una canzone degli a-ha.

 

Vorrei che queste parole scorressero come un fiume placido sopra le cose,

che mi bagnassero i piedi,

mi accorgerei di quanto sono fresche e vere!

 

Oppure vorrei che fossero mute

immobili in una pozza cristallina

a riflettere la bellezza del cielo nel giorno perfetto:

nuvolo e incazzato.

 

C’è perfezione nelle cose quando vanno storte,

c’è perfezione nell’errore,

c’è perfezione nel perdono,

c’è perfezione in ogni singolo battito asincrono del mio cuore.

 

Basterebbe così poco…

solo che ognuno sapesse che non amo rimandare a giorni insignificanti quello che potrebbe e dovrebbe succedere solo in una data certa.

 

È tutto qui il segreto.

Tutta qui la profonda magia delle cose che devono compiersi.

 

è nata una stella…

Di tanto in tanto nella mia isoletta arrivano voci da posti lontani.

Piccole cose.

Di queste piccole cose amo parlare.

 

C’è un paese in fondo alla valle,

in realtà – al centro di una grande pianura – che presto,

luminosa e dorata,

sarà piena di buon grano maturo

offrirà il cuore all’estate alla messe al raccolto.

 

Poi

in quadrati e rettangoli

ora ocra ora gialli ora terrei di zolle smosse,

aprirà il suo ventre a una nuova semina

a una nuova rinascita.

 

Sotto di essa,

tra sepolture dimenticate e luoghi nascosti,

tesori di anime antiche.

 

Lontani riti, vecchie pietre,

incastonate come gioielli in una terra su cui si deve passare leggeri

per non sciuparla,

non profanarla,

non offenderla.

 

E’ una terra per viaggiatori e viandanti,

pellegrini e visionari.

 

E’ la terra

della Dea Madre

delle janas

delle tessitrici di bisso

delle stelle

nella notte dei tempi.

 

Terra di popoli del mare.

 

Dove sono ora?

 

Forse hanno perso la via?

Hanno dimenticato il nome delle stelle?

 

Ciò che si perde

può essere cercato.

 

Seguendo le briciole

come pollicini

ritrovare la via di casa

delle origini

della fonte eterna

della luce che conduce a se stessi

e alla propria rinascita.

 

 

Non posso dire di conoscere Mariarosaria

ma so che lei conosce perfettamente ciò che vuole esprimere

Coi suoi colori di terra bagnata o assetata

con le sue spine

le sue scale

i suoi corpi ondeggianti e i visi che si affacciano laddove non li aspetti.

 

La sua pittura è una ricerca

le sue tele una meta

 

Guardarle è un viaggio.

 

Mostra

RETABLO LUCE E RINASCITA

Personale di  Mariarosaria Spina

23 aprile – 25 maggio 2016

 

Andatela a cercare…

 

 

http://www.murmurofart.com/testo-2.asp?Progr=24493

 

 

 

è tempo di agrumi…

C’è un giardino al centro della mia isoletta.

Non è poi così piccolo come si potrebbe pensare.

In realtà occupa quattro dolci colline disposte secondo i punti cardinali,

e là,

dove la luce le bacia tiepidamente,

protetti dai muriccioli che ci ho costruito attorno per ripararli dal vento forte,

vivono i miei alberelli profumati:

mandarini, aranci, pompelmi, limoni.

Colgo i frutti maturi o acerbi

ne traggo

un giorno sì e l’altro pure

un profluvio di gusto colore e  aroma.

 

Vi ho già detto che amo i profumi?

Infinitamente li amo!

Amo sentirli nell’aria

sulla pelle

sulle mani.

Niente di negativo mi tocca

se un odore buono delicato e intenso

sfiora le mie sensibili narici

- forse è l’unica arma potente da usare contro di me se ho la luna storta -

o forse è solo perché

- semplicemente -

i profumi accendono i ricordi

 

Se sbuccio un mandarino,

sfrego la scorza tra le mani ed è subito Natale.

Se grattugio la scorza di un limone,

una nevicata di zucchero a velo spolvera le torte di compleanno.

Se spremo un’arancia,

ho già in bocca il sapore dei baci più belli.

Se taglio un pompelmo,

sento l’amaro – che pure mi piace.

 

Ne ho colti tanti stamane.

Ho trascinato ceste piene su e giù per i gradini che conducono alla mia casa.

La scorza di limoni e pompelmi l’ho tagliata a cubetti per farne canditi; quella dei mandarini a listarelle – con zucchero e rum verrà fuori un buon punch;

alle arance l’ho levata via pian piano attenta ad ottenere delle spirali perfette che poi ho raccolto in lunghi riccioli  ordinati e appeso sopra la stufa a legna, le userò per profumare il vino come faceva mio nonno.

 

Con il succo e la polpa di ogni agrume ho cucinato per ore.

La marmellata sta già sulle mensole della credenza, in bella vista dentro barattoli etichettati con cura, coi loro cappellini di stoffa pastello sui coperchi, e  intorno a chiuderli i nastrini di raso in tinta…

Sì, mi piace lo stile Lovely Doll…

anche se da bambina, invece che dalle bambole, nessuno riusciva a separarmi dalle mie due Colt e da un’abbondante scorta di cartucce gialle e rosse – che era abbondante per il solo fatto che non le usavo mai per paura di finirle…

ma si sa, la vita ci cambia,

e la mia,

mi ha proprio cambiata.

 

E in fin della serata, prima di crollare dalla fatica, ho conservato un po’ di energia per far pure le caramelle

un tempo, le mie preferite erano alla menta

anche menta e liquerizia insieme erano irresistibili per me

ma invecchiando – come una vecchia tartaruga – ho apprezzato sapori più dolci

ed ora

riempirei il mondo di un solo colore un solo profumo un solo sapore

 

Con una mossa degna del più abile giocoliere

lancio in aria una caramella

l’acchiappo agile in punta di labbra

pian piano l’assaporo

è quella giusta

già fa il suo corso

in un istante

illumina i sensi

veloce

quanto lo svanire di una bolla di sapone.